In questi anni ho scritto di tante vite. Perché prima che storie, sono VITE.
VITE. VITE. VITE CHE IO RESPIRO, E VIVO A MIA VOLTA, DENTRO LE QUALI HO IMPARATO A MUOVERMI in punta di piedi, con l’accortezza che si presta tenendo tra le braccia un neonato, un cucciolo appena nato.
Ho una laurea in Lettere e Filosofia, una in Storia dell’arte, un diploma in Naturopatia Psicosomatica con una tesi sul linguaggio del cuore, ma tutto questo non basta.
E non basta nemmeno che io abbia sempre desiderato fare la scrittrice e che lo faccia da quando avevo 5 anni.
SONO CRESCIUTA “IN ASCOLTO”, questo è quello che conta di più. Attraverso gli ammaestramenti di tre grandi donne: mia madre che faceva l’estetista e mentre io restavo per ore dentro al suo centro estetico, mi diceva “ricorda, Terry, tutto quello che ascolti qua dentro non deve mai uscire. Sono tutti segreti”. Io, da sotto il lettino del massaggio o della ceretta, facevo la mia promessa incrociando due dita davanti alla bocca.
Lì dentro ho sentito raccontare la vita in ogni sua sfumatura. Le donne quando si spogliano, e in un centro estetico lo fanno veramente, divengono un prezioso scrigno di esistenze, confidenze, memorie, dolori, aspirazioni, amori… senza filtri. Senza troppe protezioni.
Ho imparato tanto ascoltando le loro storie, sapendo che quelle parole erano preziose come oro sonoro, gioielli preziosi, gocce di amore.
Poi, ci sono state nonna Teresa che viveva in montagna, in una grande casa bianca affacciata sul giardino di rosmarino, salvia, mentuccia, e piante selvatiche che per lei avevano lo stesso valore di tutte le altre. Nonna Teresa, da cui ho appreso il valore del tempo circolare, del lavoro onesto, della natura che non è né buona né cattiva, ma giusta, e il rispetto per la vita semplice, senza tanti fronzoli. Quella che guarda all’essenza.
E nonna Sandra, insegnante di città, colta e raffinata nel pensiero, che mi ha regalato centinaia di libri, favole lette, quaderni su cui annotare, intere pagine di ispirazioni e il garbo della condivisione rispetto a tutto ciò che si apprende.
Quando ho cominciato a scrivere per gli altri ho tenuto fede a quanto mi hanno insegnato mamma e nonne.
ANGELA, TERESA, SANDRA SONO STATE LE MIE PRIME MAESTRE DI SCRITTURA. Poi, sono venuti gli altri. Quelli della grammatica, della sintassi, della struttura narrativa.
QUANDO SCRIVO LE STORIE DEGLI ALTRI mi metto in ascolto esattamente come faceva quella ragazzina da sotto il lettino del massaggio, con attenzione e prudenza. Accolgo, non giudico, non faccio commenti, talvolta mi confronto con chi mi chiede aiuto per trascrivere la propria storia, aggiusto colpi, definisco perimetri, faccio capire che ognuno ha il suo ruolo, ma da quelle vite cerco sempre la verità, l’essenza, l’incanto, tanto poi ci pensa la scrittura a rendere tutto verosimile.
NON E’ SOLO LAVORO,
E’ ESPLORAZIONE,
VIAGGIO,
AFFIDARSI,
INTESA,
ACCUDIMENTO,
CAPACITA’ DI SAPER CALIBRARE,
SCAMBIO PROFICUO PER ENTRAMBI
DA CUI SI ESCE SEMPRE UN PO’ CAMBIATI, COME DALLE GRANDI STORIE D’AMORE.
Ti è piaciuto quello che hai letto?
Media dei voti: / 5. Voti totali:
We are sorry that this post was not useful for you!
Let us improve this post!
Thanks for your feedback!