Che le mie parole ti guidino sempre

Hai il nome di una leggendaria fanciulla romana, coraggiosa e intraprendente. Pensa che per amore della libertà fuggì a nuoto nel Tevere dal campo nemico in cui era tenuta prigioniera.

Clelia significa “famosa”, “celebre”.

Non so, tesoro mio, se la diventerai mai famosa. Ignoro se questo sia o diventerà il tuo desiderio. La tua missione in questa vita. La migliore “fama”, nipote mia adorata, io credo si misuri nella soddisfazione che proviamo nel fare ogni giorno quello che veramente vogliamo.

Quello che ti auguro è che tu sia coraggiosa al punto di scegliere da sola la tua strada, senza dare troppo ascolto a chi ti sta attorno, alle loro aspettative. Non seguire percorsi già decisi per te, fai di testa tua. Di cuore tuo. Se ti pentirai non avrai nessuno da accusare.

Ti vorrei sapere felice. Quando sogno per te non mi voglio risparmiare. Non mi basta saperti “solo serena”. Anche se sarebbe già tanto visto gli scherzi che talvolta la vita ci riserva!

Ma auspico per te boschi di montagna, cascate, fiumi, tramonti e immense praterie di felicità. Non solo brevi attimi. Clelia, non ti fidare di chi cerca di farti credere che la sofferenza ci migliori, o ci aiuti ad apprezzare di più la vita. In generale non è così. La sofferenza scava dentro e ci imbruttisce; sottrae energia ed entusiasmo.

Piccola mia, per la nonna tu sei la creatura più speciale su questa terra, il dono con cui sono stata risarcita da ogni sventura. Da ogni acciacco. E da ogni sofferenza patita. Non potevo augurarmi ricompensa migliore.

Sei ancora piccola per interessarti a quello che c’è stato prima di te ma vorrei raccontarti qualcosa, renderti partecipe della mia vita, di quella di tuo nonno, e ovviamente di quella della tua mamma.

Chi siamo, noi, prima di diventare genitori? Siamo figli, soltanto?

Che ne resta delle nostre radici se non vengono raccontate a chi viene dopo di noi?

A questo punto del mio cammino mi piacerebbe prenderti per mano e accompagnarti tra quel bosco intricato che è stata la mia vita, nessuna favola, fatine buone, casette di marzapane… no, non ti voglio spaventare, no davvero! Resto ferma nella mia convinzione che per apprezzare il presente, per comprenderlo fino in fondo, sia necessario fare un passo indietro, qualche volta.

Il che equivale all’essere curiosi verso quello che c’è stato prima. E io so che la tua mente è ingorda di verità e di storie da ascoltare.

Tu sei figlia di una donna che ho amato più di me stessa, ma sei anche un po’ figlia mia, dei miei genitori, dei miei nonni. La vita è una ruota che gira e si porta appresso il passato, cambia solo nome di padre in figlio, di figlio in nipote, diventando “il presente”.

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