Come scrivere un romanzo erotico

Nell’ultimo decennio la narrativa erotica è diventata più che mai in auge nelle librerie. Complici, forse, alcuni successi editoriali appartenenti a questo genere, i romanzi erotici sono sempre più presi in considerazione dagli editori, che spesso creano collane apposite proprio per le storie di questo tipo.
A differenza di quanto si possa credere, però, scrivere un romanzo erotico è tutt’altro che semplice. Si è in un territorio dove è molto facile cadere nei cliché o creare atmosfere che, più che intrigare e appassionare, fanno dire al lettore: “ma sul serio?!”
Già, perché per scrivere un romanzo erotico efficace non è sufficiente limitarsi a raccontare il desiderio, e meno che mai accumulare una scena esplicita dopo l’altra (in questa sede, ovviamente, diamo per scontato che i lettori conoscano la differenza tra erotico e pornografico). 
Occorre invece condurre il lettore nei territori più ambigui della psiche, tra intrecci complessi, tensioni emotive e pulsioni inconfessate. Un buon pezzo di narrativa erotica dovrebbe riuscire a portarci altrove, lontano dalla rassicurante normalità della vita quotidiana e, perché no, anche un po’ dalla nostra comfort zone.


Come scrivere un romanzo erotico: le basi

La scrittura di storie erotiche, come accennato, non è un accumulo di scene di sesso. Quest’ultimo termine, tra l’altro, è da usare con molta parsimonia all’interno di un romanzo erotico, perché è una parola in un certo senso fredda, quasi clinica, che sembra voler spiegare con cosa abbiamo a che fare, quando invece le emozioni dovrebbero emergere in maniera implicita. 
L’eros deve avere una funzione narrativa precisa, ad esempio rivelare qualcosa dei personaggi o complicare la vicenda. Nella narrativa erotica, esattamente come negli altri generi letterari, le scene devono essere funzionali a una trama e la storia dev’essere condotta dal percorso umano dei personaggi.
È fondamentale anche il tipo di atmosfera che si crea, che deve essere capace di coinvolgere chi legge.

Conosci il genere prima di scriverlo

Prima di iniziare a buttare giù scene, è sempre meglio domandarsi che tipo di libro si vuole scrivere: più sentimentale, più dark, più introspettivo, più esplicito?
Conoscere il genere è fondamentale per avere consapevolezza dei suoi meccanismi e comprendere le aspettative del (suo) pubblico di riferimento. Il consiglio è sempre quello di leggere titoli che rientrano in questo genere e cercare di capirne le strutture, le promesse che gli autori fanno ai lettori, il tipo di voce utilizzata, il ritmo, il livello di intensità.
Come qualunque altro genere, anche il romanzo erotico ha convenzioni ben precise che devono essere conosciute (pena l’effetto “ma sul serio?” di cui sopra). 
Qualche consiglio su cosa leggere per iniziare a conoscere questo genere: Il delta di Venere di Anaïs Nin e Tropico del cancro di Henry Miller, L’amante di Lady Chatterley di D. H. Lawrence, Histoire d’O di Pauline Réage o Le età di Lulù di Almudena Grandes, tenendo sempre presente che ogni epoca ha avuto il proprio modo di raccontare desiderio, corpo e trasgressione. [qui ne possiamo aggiungere anche altri diversi]

Personaggi e conflitto

In un romanzo erotico, se due protagonisti si attraggono, il lettore vuole capire non solo cosa succede tra loro, ma perché quell’attrazione è nata, cosa rivela del loro passato e in che modo cambia l’equilibrio della storia. Per questo, in questo tipo di narrativa (così come in ogni altra tipologia di romanzo) i personaggi non devono essere soltanto desiderabili, ma avere anche voce, fragilità, difetti, paure, debolezze. Non basta descriverne l’aspetto fisico, occorre immaginare il loro linguaggio del corpo, le aspettative, i timori, i tic nervosi, i limiti e il “retroscena” che li rende credibili. Il lettore percepisce sensualità quando incontra vulnerabilità, non quando si trova davanti due silhouette perfette.

Evitiamo i cliché…


Uno degli errori più frequenti, quando si scrive narrativa erotica, è affidarsi a immagini già viste: il milionario dominante e impenetrabile, la giovane ingenua che “scopre” il desiderio solo grazie a lui, l’incontro casuale in ascensore, il capo irresistibile, la segretaria intimidita, la casalinga, il triangolo costruito solo per creare gelosia, la passione descritta sempre come perdita totale di controllo. Non significa che questi elementi siano vietati, ma poiché la tradizione li ha già sufficientemente proposti, devono essere rielaborati con uno sguardo personale.
Un altro cliché riguarda la perfezione dei corpi. Personaggi sempre bellissimi, sicuri, pronti, capaci di dire la cosa giusta al momento giusto, diventano prevedibili (oltre che insopportabili). L’erotismo, invece, può nascere anche da un’imperfezione, da un imbarazzo, da una contraddizione, da un gesto trattenuto o da una debolezza che il personaggio tenta di nascondere.
Per evitare i cliché, può essere utile fare una prova molto semplice: riassumere la scena in una frase. Se suona come la trama di mille altre scene già lette, occorre spostare il punto di vista, cambiare l’ambientazione emotiva o dare al momento un esito differente.

Attenzione al linguaggio

Il linguaggio è un altro elemento da curare con grande attenzione quando si scrive un romanzo erotico.
Anche quest’ultimo può facilmente diventare un cliché. Metafore troppo ardite, paragoni improbabili, dialoghi teatrali o frasi come “non avevo mai provato nulla del genere” rischiano di depotenziare la scena. In generale, un buon modo per evitarli è chiedersi: questa frase appartiene davvero al personaggio o l’ho già letta in cento romanzi simili?
Molto spesso, quando si scrive, queste frasi possono sfuggire. È normale, la prima versione serve per buttare giù una storia, non se ne fa una colpa a nessuno. Per questo, una volta terminata la prima stesura, è importante l’editing.
Se, ad esempio, in rilettura una frase suona così: “Lui la guardò con occhi magnetici e il suo corpo fu attraversato da un brivido incontrollabile”, in revisione si potrebbe rendere meno generica e più aderente alla scena: “Quando lui alzò lo sguardo, lei dimenticò per un istante cosa stava per dire.” La seconda versione suggerisce tensione senza spiegarla troppo.
Lo stesso vale per gli aggettivi. Una frase come “la stanza era calda, sensuale, avvolgente, misteriosa e irresistibile” appesantisce il testo. Meglio scegliere un dettaglio concreto: “Nella stanza restava l’odore del vino versato e della pioggia sui cappotti”, così che il lettore possa calarsi subito nell’atmosfera.
Durante l’editing, controlla anche i dialoghi. Una battuta come “Ti desidero perché sei l’unica persona che abbia mai capito la mia parte oscura” è molto esplicativa e suona anche un po’ artificiale. A volte basta molto meno, ad esempio: “Con te non riesco a fingere.”
Meno parole, più sottotesto.

Se hai già un’idea per scrivere un romanzo erotico ma ti mancano struttura, tono o misura, contatta la Signorina Write senza impegno.

Per sapere come la Signorina Write scrive narrativa erotica, dai un’occhiata al romanzo scritto insieme a Giusy Caff: “La venere in autoreggenti”.
Inoltre, è di prossima uscita per Bertoni Editore il suo nuovo romanzo appartenente al genere erotico: Il corpo immobile.

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